Innamorarsi in Australia- Parte 4

In Australia
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Se c’è qualcosa al mondo che mi ha lasciato a bocca aperta questa è stata l’ Opera House.

Il simbolo d’eccellenza di Sydney e dell’intera Australia.

La prima volta che l’ho vista sono rimasta un pò delusa. Sulla dimensione. Mi aspettavo qualcosa di grandissimo.

“La ragazza che non si accontenta” sarebbe il titolo della mia vita. O la ragazza scassa palle.

A voi la scelta.

A parte ciò. Mi ha colpita nella sua lucentezza bianca con il sole che si rifletteva su di essa in un caldissimo giorno di Aprile. Quando ero ancora in jet lag. Arrivata da appena 24 ore. E’ stata la prima cosa che sono andata a vedere. Da vera turista, quale pensi di essere per i primi giorni. Quando ancora non ti capaciti che questa è la tua realtà. Che non puoi crederci che, vivendoci, puoi vederla come e quando vuoi.

Infatti nell’arco di un anno l’ho vista in tutti modi: con il sole, la pioggia battente, illuminata dai proiettori delle più disparate feste, illuminata dai fuochi d’artificio di capodanno, illuminata da una luna piena e ricoperta da stelle come solo un cielo stellato dell’Australia sa fare, illuminata dai colori di un sole che sta tramontando o crescendo, dopo un after in giro per la city a suon di pessimo caffè pur di rimanere sveglia ad ammirare lo spettacolo.

Ma forse, il momento più bello è stato quando mi sono sdraiata sulla grande scalinata che c’è…. io, il profumo salmastro della baia tutto intorno, le stelle in cielo e no nessuna droga in circolo. Solo capacità di gustarmi quei momenti in cui non c’è nessuno tranne il tuo battito. Che ti chiedi dove stai andando nella tua vita, dove sarai tra soli sei mesi, per poi risponderti che non ti interessa la risposta.  Ti basta essere lì. Chiudere gli occhi, riaprirli e lasciarti incantare. Ancora. Ancora e ancora. Dalle stelle, dall’Australia, dalla city dipinta accanto a te. Ma soprattutto, da te stessa. Da chi sei diventata con questo viaggio.

E lì mi sono tornate in mente le parole di Audrey Hepburn. In uno dei miei film preferiti, Colazione da Tiffany, diceva che non esisteva un altro posto al mondo come il negozio Tiffany.

“non puo succederti nulla di male da Tiffany” recitava.

Ecco. Credo di averla capita.

E’ esattamente ciò che ho provato quando mi sono sdaraiata sulla scalinata dell’Opera House.

Elegante e maestosa al tempo stesso.

Qualcosa di sublime.

Di unico.

 

 

Mary Maioli

Quando mi chiedono di descrivermi mi sento sempre di dire che, sono psicologa, amo leggere, scrivere e viaggiare. Ma amo anche le grandi città, come Milano, la mia città di nascita e Sydney, la mia città adottiva per un anno. E, infine, amo comprare borse tanto quanto biglietti aerei!

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